Gene Hackman nel 2008
Statuetta dell’Oscar Oscar al miglior attore 1972
Statuetta dell’Oscar Oscar al miglior attore non protagonista 1993
Vincitore di due Oscar su cinque candidature, quattro Golden Globe (di cui uno alla carriera), due BAFTA, un Orso d’argento e molti altri premi. Hackman ha vestito fin dagli anni sessanta i panni del cattivo per antonomasia, interpretando personaggi corrotti, spietati, amorali, connotandoli con cinico sarcasmo: lo sguardo forte, incisivo ma al tempo stesso ironico ha esaltato la sua “capacità di impersonare uomini burberi, spicci e dal convincente realismo”.
Tra i tanti personaggi interpretati si ricordano: il segretario alla difesa gelido e nervoso di Senza via di scampo (1987); l’abile, spietato e sprezzante addomesticatore di giurie in La giuria (2003), il presidente freddo e cinico di Potere assoluto (1997), il poliziotto in bilico tra la mala e la giustizia de Il braccio violento della legge (1971), il duro e intransigente sceriffo Little Bill Dagget de Gli spietati (1992), l’agente federale dai modi spicci e diretti di Mississippi Burning – Le radici dell’odio (1988), il rubicondo e irascibile sbandato de Lo spaventapasseri (1973), il supercriminale Lex Luthor, antagonista di Superman, nell’omonimo film del 1978 e nei sequel Superman II (1980) e Superman IV (1987). Non mancano nella sua carriera personaggi più leggeri, come l’eremita cieco Abelardo in Frankenstein Junior (1974), il politico ambizioso in Piume di struzzo (1995) o l’estroso padre di famiglia Royal ne I Tenenbaum (2001). La sua ultima interpretazione è del 2004 nel film Due candidati per una poltrona, mentre nel 2008 ha annunciato il suo ritiro dalle scene.
Dal 2022 fino alla sua scomparsa nel 2025, è stato l’attore vivente più anziano vincitore del Premio Oscar per la migliore interpretazione maschile, sia da protagonista che da non protagonista.
Figlio di Lyda Gray ed Eugen Ezra Hackman, aveva un fratello di nome Richard. La famiglia Hackman si spostò da un posto all’altro fino a giungere a Danville nell’Illinois, nella casa della nonna materna, Beatrice. I suoi genitori divorziarono quando aveva 13 anni; la madre morì nel 1962 perché il letto su cui fumava prese fuoco.
A 16 anni entrò nei Marines, dove prestò servizio come radio-operatore per quattro anni e mezzo; si trasferì poi a New York, occupandosi in diversi lavoretti. Dopo aver frequentato per sei mesi giornalismo all’Università dell’Illinois, all’età di 22 anni decise di diventare attore. In seguito al matrimonio con Faye Maltese che lo incoraggiò a cercare di realizzare il suo sogno di diventare attore, tornò in California e si iscrisse alla Pasadena Playhouse.
suo esordio sul piccolo schermo arrivò agli inizi degli anni sessanta in alcuni musical, come Ride with Terror (1963), che gli aprirono la strada nel cinema. Il suo primo ruolo di rilievo fu in Lilith – La dea dell’amore (1964), con Warren Beatty nel ruolo del protagonista, mentre due anni dopo prese parte al film Hawaii (1966) con Julie Andrews e Max von Sydow. Per il suo ruolo da co-protagonista in Gangster Story (1967), Hackman ottenne la sua prima candidatura agli Oscar e ai Golden Globe come attore non protagonista.
Nei successivi due anni seguirono altre interpretazioni soprattutto da co-protagonista, come in Gli spericolati (1969) con Robert Redford, I temerari (1969), insieme a Burt Lancaster, e Abbandonati nello spazio (1969) con protagonista Gregory Peck.
Nel 1970 venne nuovamente candidato, sempre come attore non protagonista, sia agli Oscar sia ai Golden Globe, per Anello di sangue, al fianco di Melvyn Douglas e Estelle Parsons. L’anno successivo ottenne la fama internazionale per l’interpretazione del poliziotto anarcoide Jimmy “Popeye” Doyle in Il braccio violento della legge (1971), dove recitò insieme a Roy Scheider; grazie al film Hackman ottenne il suo primo premio Oscar al miglior attore e si affermò come uno dei migliori attori dell’epoca. Seguirono, sempre col ruolo di protagonista, le interpretazioni in L’avventura del Poseidon (1972) e soprattutto in La conversazione (1974) di Francis Ford Coppola, dove regalò un’altra delle interpretazioni più ricordate del suo repertorio, quella dell’investigatore Harry Caul. Con quest’ultimo film si aggiudicò il National Board of Review Award.
Il 1974 fu anche l’anno in cui si cimentò in uno dei suoi ruoli più comici, con un cameo in Frankenstein Junior, per la regia di Mel Brooks. Hackman, irriconoscibile, interpretò l’eremita cieco che incontrò la creatura interpretata da Peter Boyle. La scena divenne memorabile con la gag della minestra bollente versata sul povero mostro. L’anno successivo riprese il ruolo di Popeye Doyle in Il braccio violento della legge 2 (1975). Verso la fine degli anni settanta fece parte del cast corale di stelle in Quell’ultimo ponte (1977), mentre l’anno dopo venne scelto per interpretare il malvagio Lex Luthor in Superman (1978), dove recitarono anche Christopher Reeve e Marlon Brando. Riprese il ruolo nel seguito Superman II (1980). Numerosi furono i progetti a cui Hackman preferì rinunciare: rifiutò infatti la parte di Randle McMurphy in Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), andata poi a Jack Nicholson, quella di Ron Neary in Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), affidata a Richard Dreyfuss e quella dello sceriffo Teasle in Rambo (1982) assegnata poi a Brian Dennehy.
Nel 1981 prese parte in un ruolo secondario al film Reds diretto da Warren Beatty e interpretato da Beatty, Diane Keaton e Jack Nicholson. Il film fu un successo sia di critica sia di pubblico, ottenendo dodici candidature agli Oscar, vincendone tre (miglior regia, attrice non protagonista e fotografia). Tornò sugli schermi nel 1983 per recitare nello sfortunato Eureka, mentre ebbe maggiori consensi con Due volte nella vita (1985), ottenendo una candidatura ai Golden Globe. Dopo alcuni flop commerciali come Target – Scuola omicidi (1985) e Power – Potere (1986), riconquistò grande successo con le pellicole successive Colpo vincente (1986) e Senza via di scampo (1987), quest’ultimo co-interpretato insieme a Kevin Costner: nello stesso anno tornò a interpretare Lex Luthor in Superman IV (1987), mentre accettò di prendere parte al film Un’altra donna di Woody Allen. Nel 1989 offrì un’altra delle migliori interpretazioni della sua carriera in Mississippi Burning – Le radici dell’odio. Il film ottenne uno strepitoso successo, e Hackman vinse l’Orso d’argento a Berlino come miglior attore, oltre a ottenere la quarta candidatura agli Oscar.
Anni novanta e duemila
Gene Hackman nel 2008
Nel 1990 Hackman venne sottoposto a un intervento al cuore. Questo problema di salute lo tenne per un po’ lontano dal grande schermo, tuttavia trovò il tempo per un ruolo in Rischio totale (1990), remake di Le jene di Chicago, mentre l’anno dopo rifiutò di dirigere e interpretare Il silenzio degli innocenti. Nel 1992 interpretò il violento sceriffo Bill Daggett nel western Gli spietati, film diretto da Clint Eastwood e interpretato insieme a Morgan Freeman. Con questo ruolo conquistò un secondo Oscar, questo volta però è al miglior attore non protagonista, oltre a ricevere numerosi altri premi internazionali come il Golden Globe, il Premio BAFTA e altri riconoscimenti minori. Lavorò poi con Tom Cruise in Il socio (1993), mentre nel 1995 interpretò John Herod in Pronti a morire, oltre che Frank Ramsey in Allarme rosso, in un memorabile duetto con Denzel Washington.
Nel 1997 lavorò di nuovo al fianco di Clint Eastwood in Potere assoluto, dove interpretò un cinico presidente degli Stati Uniti d’America. Fu protagonista, insieme a Will Smith in Nemico pubblico (1998), film che per certi versi si rifece a La conversazione (1974). Durante il decennio prese parte anche a Piume di struzzo (1995), col cui cast vinse lo Screen Actors Guild Awards, L’ultimo appello (1996), Twilight (1998), insieme a Paul Newman e Under Suspicion (2000), al fianco di Morgan Freeman.
Nel 2001 prese parte a diverse pellicole: la commedia Heartbreakers – Vizio di famiglia, il thriller Il colpo, mentre vinse per la terza volta il Golden Globe per I Tenenbaum, nel quale recitò nei panni del patriarca di una numerosa famiglia, collaborando con Ben Stiller, Gwyneth Paltrow, i fratelli Luke e Owen Wilson e Angelica Huston. Lavorò nuovamente al fianco di Owen Wilson in Behind Enemy Lines – Dietro le linee nemiche (2001).
Recitò insieme a John Cusack, Rachel Weisz e Dustin Hoffman in La giuria (2003), dove interpretò il subdolo manovratore di giurie Rankin Fitch. Nel 2003 gli venne assegnato un Golden Globe alla carriera per il suo contributo di oltre 40 anni all’industria cinematografica. L’anno seguente affiancò Ray Romano nella commedia Due candidati per una poltrona, l’ultimo film a cui prese parte prima del suo ritiro nel 2004 e della sua morte nel 2025.
Nel 2004, ospite di Larry King, dichiarò di non avere film in programma per il futuro e nel 2008, alla presentazione di un suo libro, confermò di essersi ritirato dalle scene. Ciononostante, venne comunque successivamente coinvolto in alcuni documentari di natura biografica. Nel 2009, insieme a numerose altre stelle di Hollywood, prese parte al documentario I Knew It Was You in ricordo dell’attore John Cazale.
Morte
L’attore statunitense è stato trovato morto il 26 febbraio 2025 all’età di 95 anni nella sua residenza di Santa Fe, nel Nuovo Messico. Accanto a lui, sono stati rinvenuti i corpi della moglie, la pianista Betsy Arakawa, e del loro cane.